quHARtetto

Sara Bondi - flauto

Andrea Sarotto - clarinetto

Maria Becchis - violoncello

Giovanni Damiano - pianoforte

Il quHARtetto nasce nel 2015 dal sodalizio artistico di quattro musicisti durante le attività di Progetto HAR, associazione cuneese che si occupa di promuovere cultura, in particolare attraverso musica e fotografia. A poco più di un anno dalla loro fondazione, hanno già alle loro spalle diversi concerti organizzati da numerosi comuni del Piemonte, Lombardia e Liguria e una tournée in Spagna a dicembre 2016.

 

Il loro repertorio spazia dalla musica classica "colta" a quella tradizionale delle zone da cui provengono.


Programmi

  • Vibrazioni

    La vibrazione, l’elemento che dà la vita al suono e gli permette di arrivare ai corpi che la circondano, provoca in essi una reazione chiamata “simpatica”. È in quel momento, quando la vibrazione solletica le corde più profonde di chi ascolta, che si innesca il fuoco delle emozioni. Il nostro programma, grazie alla varietà dei generi proposti, si prefigge di arrivare ad ognuna delle persone presenti in sala e far scoccare in esse scintille di quel fuoco: comunicando senza bisogno di parole, svegliando ricordi, riflessioni, sensazioni cariche di colori e sfumature, rendendo il pubblico partecipe del grande miracolo chiamato musica.

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  • Impronte di Memoria  (Qualcosa di tuo che resta ad aspettarti)

Confrontarsi col tema dell’emigrazione, del viaggio, significa anche confrontarsi col bagaglio culturale che le persone si portavano dietro. Musica, fotografie, poche all’epoca, ma foriere di molte più notizie di quanto riuscissero a comunicare le persone, spesso poco alfabetizzate. Partire per cercare una possibilità, un futuro migliore non impedisce infatti di sentire la mancanza di ciò che si è lasciato: ecco allora che le musiche “di casa” prendono un sapore particolare, che le foto che arrivano e che si mandano acquistano un significato di vicinanza, come fanno le nenie, le ninna nanne, le filastrocche, le leggende. E poi il ritorno, quando questo è fisicamente possibile, spesso delude, poiché si ritrova tutto inevitabilmente cambiato, in quanto diverse sono le premesse di chi guarda. E’ stato Cesare Pavese a darci l’ispirazione per riflettere su questi temi, grazie a due frasi de “La luna e i falò”. Le sue parole, cariche di esperienza personale, verranno accompagnate da immagini pregnanti e dalla musica e da testi di altri autori che, prima di noi, hanno saputo riflettere su queste idee e trasmettere il loro pensiero in modo esemplare.


 

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QuHARtetto - Impronte di Memoria
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